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Chi è la giovane architetta del Serpentine Pavilion 2018

Per la seconda volta, dopo Zaha Hadid, sarà una donna a realizzare il nuovo padiglione temporaneo: la messicana Frida Escobedo

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Progetto per il Serpentine Pavilion 2018 di Frida Escobedo, Taller de Arquitectura, vista interna © Frida Escobedo, Taller de Arquitectura, Rendering di Atmósfera

Frida Escobedo è la giovane architetta messicana scelta per progettare il Serpentine Pavilion 2018, l’ultimo  dei padiglioni temporanei che ogni hanno Serpentine Galleries costruisce al centro di Kensington Gardens, Londra.

Dal primo, disegnato da  Zaha Hadid nel 2000, a quello commissionato nel 2017 all'architetto africano Francis Kéré, sono architetture effimere ricche di fascino e innovazione, che lasciano un segno nel cuore dei visitatori. 

Si tratta di padiglioni temporanei concepiti per condividere emozioni, ospitando mostre di arte contemporanea, proiezioni cinematografiche, spettacoli di danza, concerti e molti altri eventi, dall’architettura talmente iconica da diventare una destinazione a sé.

Quest’anno il compito di ideare e realizzare il Serpentine Pavilion spetta per la seconda volta a una donna, la talentuosa Erida Escobedo, selezionata dal direttore artistico delle Serpentine Galleries Hans Ulrich Obrist e dall’AD Yana Peel – l’architetto più giovane mai scelto dalla galleria in questi 18 anni di percorso. 

Progetto per il Serpentine Pavilion 2018 di Frida Escobedo, Taller de Arquitectura, vista interna © Frida Escobedo, Taller de Arquitectura, Rendering di Atmósfera

Nata nel 1979 a Città del Messico, Escobedo ha inaugurato il suo studio nella città natale 12 anni fa ed è sempre stata una convinta portavoce del design, delle suggestioni e del modus operandi messicani. 

E tale ispirazione è senz’altro evidente nella sua versione del . Osservando i rendering del padiglione della Serpentine 2018, l’attenzione è immediatamente catturata dal cortile racchiuso da pareti con reticolati scuri che ricordano la celosia, un escamotage molto diffuso nell’architettura messicana per permettere alla brezza di penetrare negli edifici. In quello che l’architetto descrive come “l’incontro tra ispirazioni materiche e storiche”, la progettazione del cortile s’inserisce molto bene anche nella città di Londra. Oltre a posizionare la parete interna del cortile in corrispondenza al meridiano di Greenwich, la Escobedo farà ampio uso anche dei materiali tipici britannici (cemento e legno), selezionati per le loro sintonia con l’atmosfera londinese. 

Frida Escobedo, La Tallera, 2012, Cuernavaca, Morelos, Messico, Photo: Rafael Gamo

L’AD della Galleria, Yana Peel ritiene che Escobedo colpirà nel segno, seppur quella di costruire una struttura polifunzionale che durerà solo sei mesi sia una vera e propria scommessa in termini architettonici. “Il progetto si trasformerà in un luogo di profonda riflessione e di incontro dinamico. Spero anche che aumenterà il desiderio di trasmettere il valore dell’arte e dell’architettura a pubblici sempre più vasti” ha dichiarato. 

Questo incarico è l’ultimo di una vera e propria serie di successi per la Escobedo, che l’anno scorso ha stupito la Biennale d’architettura di Chicago con il suo spazio per la comunità su più livelli e per aver rinnovato l’ex studio e abitazione dell’artista messicano di murales David Alfaro Siqueiros.

Frida Escobedo, Photo: Ana Hop


di Elena Marzorati / 9 Febbraio 2018

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