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Dalla casa di Kerouac alla barca, le 9 residenze per scrittori più belle (e strane) del mondo

Su una barca o in un faro, nella casa di Kerouac o tra le vigne, ecco quali sono i programmi artistici per scrittori da cogliere al volo per le prossime vacanze

residenze artistiche
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Se stai scrivendo l’opera della vita e le muse sono capricciose, forse dovresti andarle a trovare tu.

Non tutti sanno che ci sono numerose residenze artistiche messe a disposizione di romanzieri e poeti, fatte apposta per conciliare il canto. Sparse per il mondo, fisse o mobili, vi si accede tramite concorso e vi si soggiorna a volte a titolo gratuito. A questo punto però, non ci sono scuse…

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Se per scrivere servono paesaggi in continuo movimento, dondolio delle onde e sole sulla pelle, Offshore residency sta aspettando proprio te.

Fino a 10 giorni per un viaggio in cui gli artisti e il capitano formano un team che si sposta tra isolette e borghi marittimi, cambiando location ogni giorno. Poco tempo per lavorare, ma tante idee da portare a casa. E quest’anno la meta è la Grecia.

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Se siete ancor più avventurosi, imbarcatevi per The Artic Circle Program, un giro intorno all’artico, in compagnia di artisti di varie discipline, in un clima di cooperazione e scambio.

3 settimane per 18 partecipanti a stretto contatto tra loro e con una natura affascinante, in una delle ultime regioni da esplorare del mondo nel tentativo di produrre tutti insieme un progetto artistico d’avanguardia.

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Umbria, un castello del XV secolo, 14 ospiti… e un colpevole? Potrebbe essere l’inizio del romanzo che andrete a scrivere a Civitella Ranieri, la residenza più bella d’Italia, che offre un programma di lavoro autogestito di 6 settimane.

Il problema, però, è che bisogna essere chiamati e, nel caso, farsi ospitare. 800, finora, gli artisti che hanno avuto questa fortuna (tra cui la scrittrice Viola di Grado e Tommaso Pincio).

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Per chi è proiettato nel futuro e ama vivere in contesti più moderni, Jan Michalski Foundation mette a disposizione appartamentini sopraelevati, ognuno progettato da un diverso architetto, circondati da alberi.

Siamo a Montricher, in Svizzera, e in mezzo al complesso, impera una grandiosa biblioteca. Insomma la pace della natura e di una luogo solitario, ma anche la possibilità di interagire con altri scrittori.

@Tonatiuh Ambrosetti

Alcuni scrittori tornano sui luoghi dei loro beniamini. Gli appassionati delle beat generation sono talmente fortunata da poter ritirarsi a scrivere nella vera casa di Jack Kerouac.

Tre mesi da passare nella casa a Orlando in cui il vagabondo Jack scrisse Dharma Bums per fuggire dai clamori seguiti alla pubblicazione di On the road. Pronti a trovare la vostra perla?

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@Maksim via Wikimedia Common

Di nuovo atmosfere glaciali nel Creative Centre di Stöðvarfjörður, un paese di 180 anime sui fiordi islandesi. In quella che fu una fabbrica di pesce, l’arte trova ora spazio. Da 1 a 6 mesi per scrittori e artisti di vario genere con ampie cucine, accesso a internet e poche altre distrazioni.

C’è qualcosa di più suggestivo di un faro di fronte all’oceano? Sì, un faro di fronte all’oceano in cui, se siete molto fortunati, potreste vedere addirittura l’aurora boreale: il Sumborh Head Lighthouse apre le sue porticine per un programma artistico che ha un occhio di riguardo per gli scrittori. L’architetto del faro fu infatti il nonno di Robert Louis Stevenson.

@Ronnie Robertson via Flickr

In Alaska potete rendervi utili affiancando i ranger e aiutandoli a contare le foche, educare i turisti sui comportamenti da tenere durante le visite ai parchi, facendo perlustrazioni in barca. Un modo affascinante per addentrarsi in sicurezza into the wild senza fare la fine di McCandless, e avendo tutto il tempo di trarre ispirazione da queste terre incontaminate.

“Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi” diceva Baudelaire. Quale posto migliore di una vigna per farlo? Writing between the Vines mette a disposizione graziosi cantucci in Canada e California per una settimana all’insegna dell’arte. Provare per credere.

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