IL VERO MOTIVO PER CUI MUJI NON RIVELA MAI I NOMI DEI DESIGNER FAMOSI CON CUI COLLABORA

In un'epoca in cui il marchio non è mai stato così importante, il successo duraturo del no-brand giapponese potrebbe sembrare un’anomalia del sistema

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Getty Images

Muji è il“no-brandgiapponese per eccellenza, orgoglioso di vendere oggetti di design minimal senza rivelare chi li ha progettati.

Una scelta quantomeno anomala in un’epoca in cui il marchio non è mai sembrato così importante, in cui non passa giorno senza che le case di moda rivelino nuove collaborazioni.

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Eppure anche Muji spesso collabora con designer famosi, ma non rivela mai il loro nome.

In un’intervista rilasciata durante la conferenza MarketingPulse ad Hong Kong e riportata da , Ma Kei Suzuki, direttore e dirigente della casa madre Muji Ryohin Keikaku, racconta di come l’approccio di Muji sopravviverà a quest’era di idolatria del marchio.

“Penso che possiamo continuare quello che stiamo facendo perché il motivo per cui le persone accettano le collaborazioni con i brand è quello di autopromuoversi, e magari ampliare la propria gamma di clienti”.

Muji, invece, è nato da un concetto: produrre oggetti semplici ed eleganti che rendono più facile la vita dei propri clienti.

“Noi collaboriamo con designer che hanno simpatia per il concetto Muji, che sono contenti di essere coinvolti, ma i loro nomi non devono mai essere divulgati”.

“Alcuni designer sono già molto famosi, quindi se vendessimo un prodotto con il loro nome, tutti lo comprerebbero. Ma da Muji questo non avviene, il giudizio dei clienti si basa solo sul prodotto” .

Così, mentre altri brand di moda e design perseguono l’idea della partnership, Muji preferisce lavorare per espandere le sue categorie. È per questo che nel 2015 ha progettato una casa minimalista, un campeggio Muji e, quest’anno, anche una linea di piatti pronti.

“Applicando questo concetto a categorie molto diverse, riteniamo di poter estendere la nostra esposizione al cliente o al potenziale tale. Alla fine, ciò ci aiuterà ad aumentare le dimensioni del business e delle vendite. Non collaboreremo con i marchi, ma crediamo nella collaborazione con altre realtà con esperienze diverse che condividono l’idea di Muji”.

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Un esempio è il nuovo Muji Hotel a Shenzhen: un’area di business che non rientra in quella tipicamente esplorata dal brand, per cui sarebbe disposto a trovare un partner: “Noi forniamo il concetto, loro forniscono l’hotel” spiega Suzuki.

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