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Una ragazza, otto grandi architetti e otto tappeti moderni unici. Da comprare all'asta

Da Norman Foster a Sou Fujimoto, Alessandro Mendini e Peter Eisenman. Oliva Sartogo, giovanissima curatrice d’arte italiana a Londra, invita 8 grandi architetti a disegnare 8 tappeti unici

Design carpets
Courtesy Photo

Una brillante, spumeggiante ragazza italiana e 8 grandi nomi dell’architettura e del design mondiale. 8 tappeti moderni, pezzi unici, la Sezione Aurea, una mostra e un’asta.

È il progetto ARTinD di Oliva Sartogo, in collaborazione con la casa d'aste Phillips Londra.

Oliva Sartogo, classe 1992, è curatrice e consulente d’arte (nonché figlia d’arte: i genitori sono gli architetti Piero e Nathalie Sartogo), che da Roma si trasferisce a Londra per coltivare e curare progetti internazionali tra arte design e architettura.

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Manfredi Gioacchini
Tappeto disegnato da Alessandro Mendini
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Gli architetti? Dai quattro angoli del globo, nientedimeno di: Ben van Berkel, Peter Eisenman, Norman Foster, Sou Fujimoto, Thom Mayne, Alessandro Mendini, appunto Piero e Nathalie Sartogo, Peter Zumthor.

Energia travolgente e un’idea, piccola ma forte: far progettare a ciascuno di loro un tappeto moderno pezzo unico, un'opera d'arte.

Oliva convoca a sé gli 8 architetti. E dà loro un tema da rispettare e interpretare: la Sezione Aurea, proporzione matematica – 1:1.61 - che da centinaia di anni regolamenta e definisce i criteri di armonia nell’arte e nell’architettura.

Bozzetto di Norman Foster
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Ed ecco prendere vita il progetto ARTinD, per promuovere e stringer il dialogo tra arte e design (Art in Design). Ecco gli 8 tappeti di design degli architetti, ciascuno in edizione unica, in seta, tessuti a mano in Iran. Ed ecco la mostra e l'asta a loro dedicate da Phillips a Londra dal 19 al 29 aprile.

"L’idea è nata dalla volontà di unire gli architetti attraverso un progetto unico, con un tema, la Sezione Aurea, una materiale, la seta, e un oggetto, il tappeto. Era da tempo che l'avevo in mente. Sono andata a trovare il direttore di Phillips Design, Domenico Raimondo, gli ho raccontato la mia idea e subito l’ha approvata, dimostrando la volontà di appoggiarmi per l’aspetto commerciale e la vendita dei tappeti che sarebbero nati dalla mano degli architetti”, racconta Oliva Sartogo.

Bozzetto di Piero e Nathalie Sartogo
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"Ho scelto la sezione aurea – continua - perché è un tema che può essere interpretato sia nel disegno che nella proporzione. Non doveva essere un vincolo, ma uno stimolo. E da lì è nato questo viaggio tra tappeti, arte e architettura, in un rapporto di stimolo e stima reciproca tra gli architetti. Ho chiesto loro: 'come disegnereste uno spazio su un tappeto? Cosa è per voi la sezione aurea?'”.

Norman Foster per esempio l’ha scomposta per ricomporla in una spirale. Ben Van Berkel è partito dal piano della sua città, Amsterdam. Peter Zumthor ha messo in scala di sezione aurea la forma, a lui cara, di un edificio che ha progettato a Los Angeles. E poi i colori pittorici di Alessandro Mendini, il rapporto tra spazio e vuoto, bianco e nero di Sou Fujimoto…

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Bozzetto e tappeto di Ben van Berkel
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“Mi si chiede 'Perché fai un tappeto? Hai milioni di progetti in corso dovunque'. La verità è che mi piace fare i tappeti. È come dipingere, senza i fini dell’architettura, ma semplicemente come esperimento sulla forma. La mia proposta è tra un dipinto e una mappa, il piano di Amsterdam. E non appenderei mai un tappeto al muro, ma un tappeto è un tappeto, che unisce cose e situazioni: amalgama l’arredamento, accompagna le persone di fronte al camino, ti puoi sdraiare, può anche essere molto sensuale. È funzionale, e può essere molto formale. Spesso si pensa che sia l’ultimo tocco di un ambiente, in realtà per me è l’inizio. E mi piace l’idea di un grande tappeto rotondo, dove si possano sistemare sopra i mobili”, dice l'architetto Ben van Berkel, fondatore di UNStudio.

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“Un tappeto può definire lo spazio. Anche se è solo decorativo, il modo in cui lo disponi può creare un punto virtuale. E solo un tappeto può fare questo”, dice Piero Sartogo. “Prima di stabilirmi a Roma - continua la moglie Nathalie - mi sono spostata continuamente. Il tappeto è qualcosa visto come 'casa' dalle culture nomadi. Crea uno spazio in un luogo che può essere visto nel vuoto, dentro o fuori. Un elemento attivo e affascinante nello spazio. La Sezione Aurea è davvero un tema grosso. Un incubo per gli architetti, perché se inizi a pensarci, è davvero complicato e semplicistico allo stesso modo perché è dovunque”.

Piero Sartogo approfondisce: “Lo puoi interpretare, in relazione a un quadrato o a un rettangolo. Quindi diventa una spirale, o è la relazione tra un lato e l’altro. La Sezione Aurea esiste da secoli, ed è un elemento che regola l’architettura da secoli. I templi Grechi, Romani… Gioca con la storia così come con la modernità".

Bozzetto di Alessandro Mendini
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Tappeti moderni di design come opere d’arte, ma non solo. Il progetto valorizza e mette in mostra anche il lavoro del dietro le quinte, la genesi di ogni pezzo: "Ciascun tappeto verrà venduto con il suo disegno firmato dall’architetto. ArtinD è basato su questo: raccontare un’idea, la sua evoluzione e produzione”, afferma la curatrice.

"Ho progettato – dice Alesssandro Mendini - un tappeto come un dipinto. Ho pennellato un’immagine, cercando di dare un aspetto pittorico alla superficie dell’oggetto, perdendo la vista totale dell’oggetto stesso”.

Prezzo di partenza dell’asta: 25mila euro per ciascun tappeto in seta con bozzetto, cifra che, spiega Oliva Sartogo “per il mondo delle aste e dei collezionisti può essere considerata bassa, perché, in accordo con Phillips, vogliamo aprire il mercato anche ai collezionisti più giovani”.

Bozzetto di Sou Fujimoto
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Ed ecco un ulteriore tassello. Il progetto si arricchisce di una serie di talk e conferenze che Oliva Sartogo sta organizzando e portando in giro per l’Europa per approfondire e raccontare il rapporto arte e architettura da più punti di vista e voci, coinvolgendo anche altri nomi, amici e colleghi (il 20 a Londra da Phillips Nathalie Sartogo e Sou Fujimoto dialogheranno con gli artisti Sir Antony Gormley e Haroon Mirza).

Questa collezione vuole essere la prima edizione di una serie, che Oliva prevede e già si sta attivando a organizzare e curare: “Ogni anno vorrei proporre un nuovo tema, un nuovo materiale e un nuovo oggetto da esplorare. E ampliare il progetto ad altri nomi e architetti. Per esempio, mi piacerebbe fare: ‘Cos’è la scrivania per un architetto?” E abbiamo già Alejandro Aravena. Vorrei creare dei rapporti con i musei, un vero dialogo tra arte e architettura. E nel frattempo sto formando una storia: di ogni pezzo che presentiamo ne stiamo producendo uno più piccolo che rimarrà in archivio”.

Per iniziare, appuntamento così dal 19 al 29 aprile a Londra da Phillips, nel cuore di Mayfair, per la prima mostra e asta ARTinD di Oliva Sartogo.

Tappeto di Peter Eisenman
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In apertura:A DETAIL OF THE “RIVER CITY CARPET” DESIGNED BY THE DUTCH ARCHITECT BEN VAN BERKEL. ARTIN D PROJECT CURATED BY OLIVA SARTOGO IN COLLABORATION WITH PHILLIPS.

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