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CHANEL HA COSTRUITO UN TRANSATLANTICO NEL PIENO CENTRO DI PARIGI

Quale modo migliore di una crociera per presentare la collezione Cruise? Deve aver pensato questo Karl Lagerfeld quanto ha deciso di costruire un transatlantico lungo 100 metri nel Grand Palais

Getty Images

Un transatlantico nel centro del Grand Palais di Parigi, firmato Chanel.

Chiamato La Pausa, come la villa costruita da Coco Chanel nel sud della Francia negli anni ’30, il transatlantico ha fatto da scenografia alla nuova collezione Chanel Cruise 2019, quella in cui si presenta la mezza stagione.

Dopo il razzo spaziale, la cascata, il bosco e la riproduzione della Tour Eiffel, l’ultima sfilata di Chanel ha di nuovo incantato gli spettatori, complici gli strilli dei gabbiani, i banchi di nebbia e le corde scricchiolanti che hanno saturato l’aria mentre le luci del tramonto penetravano dal tetto in vetro e acciaio del Grand Palais.

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Al termine dello spettacolo, le paratie sono state abbassate e gli ospiti hanno potuto accedere all’interno dello scafo per l’after party, a ritmo di musica da discoteca italiana.

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Lunga 100 metri e pensata per ospitare circa 1.000 persone, la nave costruita da Chanel per la Cruise Collection 2019 ha richiesto 2 mesi di lavoro: “Mi piace l’idea delle barche, dei transatlantici realizzati durante il periodo tra le due guerre, ma nella vita reale, mi piacciono le case su un terreno solido con le mie cose intorno a me. Mi sento claustrofobico [sulle barche] perché è come se fossi tagliato fuori dal mondo” ha spiegato Karl Lagerfeld.

Nonostante questo, il designer ha affrontato il tema nautico mescolando rilassate silhouette sportive con elementi pop degli anni Sessanta come minigonne, collant bianchi e Mary Janes argento o bianco: “Sulle barche, c'è meno sporco e polvere che altrove” commenta.

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Tutta la collezione Cruise di Chanel 2019 lavora sul concetto di “abito flessibile”, con top e gonna separati, a svelare leggermente la pancia, e su un leitmotiv costituito da un medaglione con un’immagine stilizzata in bianco e nero, il tutto influenzato dal movimento artistico del Vorticismo, nato in Gran Bretagna all’inizio del XX secolo, e ai pattern in stile Op-art usati sulle navi da guerra alleate durante la prima guerra mondiale.

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Sebbene ormai le collezioni Cruise o Resort siano diventate comuni a molti brand, va ricordato che Chanel fu tra i primi a sfruttare la necessità di abiti pensati per le destinazioni di vacanza lanciando, nel 1913, abiti in jersey ispirati ai costumi da marinaio nella località balneare di Deauville. Sei anni più tardi, ha mostrato la sua prima piccola linea fatta per essere indossata sulle rive di Biarritz, sulla Costa Azzurra o sulla spiaggia del Lido di Venezia.

Lagerfeld ha poi rianimato il concetto di Cruise Collection quando ha rilevato il marchio nel 1983 e di recente ha aggiunto altre due collezioni, Coco Neige e Coco Beach, per soddisfare la richiesta di abiti specifici per la stagione.

In passato, Chanel ha scelto di puntare sul concetto di evasione presentando le sue Cruise Collection in luoghi come L’Avana, Venezia o Seoul, ma negli ultimi anni si è impegnata a sostenere Parigi, che ha visto il crollo del turismo in seguito a una serie di attacchi terroristici in Francia nel 2015 e nel 2016.

E poi Parigi vuol dire eleganza ineguagliabile nel mondo, e architettura: “Adoro il Grand Palais – dice Lagerfeld – Ricordo quando sono venuto qui da bambino con i miei genitori per una mostra di auto, e ho trovato il posto affascinante. Non avrei mai pensato che un giorno ci avrei fatto delle sfilate”.

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