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La vera storia delle cementine, quando il nazional-popolare diventa chic

Oggi sono tornate di moda, grazie a un fascino popolare tra stile liberty e decò, diventato a distanza di anni indice di grande ricercatezza

Diambra Mariani e Francesco Mion

Nel variegato mondo delle piastrelle vintage, le cementine conferiscono agli ambienti un ineguagliabile fascino antico.

Con i loro motivi eleganti, geometrici o floreali, hanno fatto la storia dei rivestimenti per pavimenti a cavallo tra ‘800 e ‘900 anticipando talvolta persino la “op art”. Oggi, in pieno revival retrò, le piastrelle decorate in pastina colorata di cemento sono tornate più forti che mai e possono costituire un’ottima scelta d’arredo moderno ed eclettico, soprattutto se affiancate a soluzioni più attuali.

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Ma per amarle incondizionatamente bisogna conoscere la vera storia delle cementine.

È capitato sicuramente anche a voi. Entrate in una casa per la prima volta e avvertite un’atmosfera piacevolmente demodé, rustica e casalinga, ma con un non-so-che di distinto e sofisticato che non riuscite a spiegarvi. Vi guardate intorno in cerca di tetti alti, di arredi antiquati, finché non vi accorgete di loro. Non semplici piastrelle: vi trovate in una casa con rivestimenti in cementine.

Credevate che fossero passate di moda per sempre, superate dai rivestimenti in ceramica, una moda che ha imperversato dagli anni ’70 in poi. Ma come tutte le cose più belle, le cementine sono fatte di pochi e ben dosati ingredienti e per questo tornano a sedurre arredatori e architetti.

C’è infatti una bellezza intramontabile nell’anima di queste piastrelle, dovuta alle loro origini pratiche e democratiche. Anche se presenti in qualche residenza nobiliare della seconda metà dell’800, le cementine non raccontano l’epoca aristocratica delle maioliche o dei pavimenti alla veneziana, non quella degli affreschi e degli arazzi: alla fine dell’800 e ai primi del ‘900, esse irrompono nelle case con la forza livellatrice del suffragio universale.

Le grandi città si popolano di immigrati provenienti dal sud. L’edilizia di periferia scopre l’altezza. Tutti hanno diritto a decorare casa, ma non tutti possono permettersi tappeti e decorazioni preziose. La soluzione arriva grazie alle nuove piastrelle dal nome un po’ rozzo e operaio, le “cementine”, così chiamate perché fabbricate col cemento Portland, un materiale usato nella preparazione del calcestruzzo e di grande produzione con la rivoluzione industriale.

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La composizione delle cementine, infatti, come quella dell’altrettanto diffusa graniglia, è costituita da una base di sabbia e cemento (circa 2 cm) e da un agglomerato di frammenti di marmo mescolato con cemento e ossidi naturali. La differenza tra i due tipi di rivestimenti è nella dimensione dei frammenti (“granulometria”). La graniglia è ottenuta con ciottoli grandi e ben visibili, mentre le cementine hanno uno strato superficiale di cemento, sabbia finissima e ossidi di ferro (la cosiddetta “pastina”).

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Un’altra differenza è nel trattamento: le cementine non erano sottoposte a levigatura e lucidatura, ma semplicemente trattate con olio di lino con funzioni idro-oleorepellenti ed antimacchia.

Non solo economiche, le cementine erano anche pratiche da montare (con la posa “a toppa”) e fornivano soprattutto un decoroso equilibrio tra robustezza e piacevolezza estetica: i motivi dipinti a mano erano a base di greche, fregi e fiori e permettevano di portare in casa una declinazione nazional-popolare degli stili liberty e decò che spopolavano in locali e teatri del centro città.

Per questo le superfici delle case, sia orizzontali che verticali, si rivestirono presto di cementine quadrate o esagonali, dalle dimensioni standard per l’epoca 20x20 o 25x25 (ma le più antiche erano anche più grandi). Le composizioni emulavano i “tappeti” e creavano anche illusioni ottiche in anticipo sugli anni ’60.

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Oggi le possiamo ammirare ancora in molte residenze storiche, o in abitazioni che non hanno subito grandi restauri, e la caccia alle cementine d’epoca, in vecchi magazzini e mercati, è uno degli sport preferiti dei creativi ansiosi di farle rivivere in rivisitazioni più aggiornate. Sempre più spesso le cementine varcano i confini di bagni e cucine e animano salotti e living dal gusto contemporaneo.

Per questo molte aziende del settore pavimenti le hanno inserite di nuovo tra le loro collezioni. E c’è persino chi le innesta in pezzi di design, come nel caso dei tavoli piastrellati. Ma rispetto al passato, oggi i decori artigianali vengono stampati in serie, e i formati sono diversi da quelli tradizionali.

Cambiamenti che si riflettono nel prezzo: se le cementine d’epoca costano circa 100 euro al metro quadrato - e restituiscono agli ambienti un aspetto “autenticamente antico” - la cifra di riduce fino a un quinto per quelle fabbricate oggi. A dispetto del loro pedigree popolare, quindi, oggi le cementine di recupero possono costituire una scelta d’arredo davvero ricercata e pregiata.

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