ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra , che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra , inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Mjuzieek

I coworking più belli del mondo? Questi!

Non solo luoghi di lavoro, ma spazi da vivere e condividere, dove l’ospitalità è a 360 gradi, con standard degni di un hotel di lusso: sono i nuovi coworking hub, dove tutti vorrebbero lavorare

coworking-piu-belli-2018

Coworking: un fenomeno che continua a crescere. Come un social network, ma fisico, in cui ciò che viene condiviso non è solo lo spazio lavorativo.

Sono oltre 15,000 gli spazi di coworking nel mondo (più di 300 i coworking in Italia) e se all’inizio si trattava perlopiù di uffici, per quanto aperti ed eterogenei, oggi possiamo parlare di veri e propri aggregatori di persone, ambienti dinamici, caleidoscopici e smart, pensati per agevolare la circolazione e la contaminazione di idee.

Non sono più soltanto freelance e nomadi digitali a preferire questo approccio, ma intere aziende che sempre più spesso scelgono di scompaginare i ritmi e gli equilibri usuali, per cercare sinergie nuove, frutto dell'incontro e del confronto con professionalità e talenti diversi.

Così i coworking spaces si adattano, sommando alle comuni facilities tecnologiche molti altri servizi, legati al tempo libero e alla socialità.

Perché non bastano una scrivania e un computer per stimolare la mente. E allora ecco spuntare giardini, caffetterie, biblioteche, aree fitness, a rendere questi luoghi sempre più simili a case o hotel, dove si resta volentieri anche ben oltre l’orario di lavoro.

Il design asseconda questi cambiamenti, dando vita a spazi di coworking sempre più sfaccettati e accattivanti, dove è facile sentirsi a proprio agio. Estetica e funzionalità giocano un ruolo essenziale per migliorare la qualità della vita lavorativa, incentivare la condivisione e, di riflesso, aumentare la produttività.

Che aspetto hanno queste isole metropolitane, fucine di idee, incontri ed eventi? Come stanno cambiando il nostro modo di interagire con lo spazio e con gli altri? Di seguito abbiamo raccolto alcuni esempi tra i più innovativi e affascinanti coworking spaces inaugurati di recente, che vi faranno venire una gran voglia di lavorare!   

Mortimer House, Londra

Un palazzo Art Deco nel cuore di Londra, sei piani di marmi, fregi e finiture degne di un Grand Ho è l’ultima tendenza in fatto di coworking, uno spazio sofisticato, placido e lussuoso, “per adulti”, insomma.

Mortimer House prende le distanze dalle galassie giovanili tutte colori pop e tavoli da Ping pong che di solito attirano startupper e creativi imberbi, per seguire invece un approccio più articolato e profondo.

Il progetto si rifà infatti alla piramide dei bisogni di Maslow, con il ristorante al pianterreno, a soddisfare le esigenze primarie, quelle fisiologiche, e i livelli stima e autorealizzazione in cima, ben rappresentati dal club e dalla terrazza che rendono esclusiva e piacevole la permanenza.

In mezzo, quattro piani di “uffici” discreti ed eleganti, in cui il coworking si fa veicolo di un altro bisogno essenziale: l’appartenenza.

Designer:

 

© Ed Reeve

Kwerk, Parigi

L’architetto congolese Albert Angel e l’imprenditore Franco-britannico Lawrence Knights hanno creato Kwerk, un coworking a Parigi che ha tutto il fascino sensuale della città, intrecciato a contaminazioni cosmopolite che lo rendono insolito e intrigante.

Sempre in viaggio tra Bali, Jakarta e New York, i due artefici del progetto (che a Parigi ha già un’altra sede) hanno infuso all’ambiente una spiccata cifra esotica, perfetta per nutrire la creatività, che ai loro occhi è figlia di una coscienza collettiva, da coltivare con ogni mezzo, in opposizione al solipsismo e all'isolamento.

Questo intento si traduce in uno spazio conturbante, dotato di tutti i comfort (c’è persino un’area yoga), che sta a metà tra un boutique hotel e una galleria d’arte.

Designer:

 

 

The New Work Project, Brooklyn

Live, work and play: è questa la filosofia che anima The New Work Project, il coworking space di Brooklyn che sembra un club privato, destinato a creativi che non cercano solo una postazione di lavoro, ma una seconda casa, in cui organizzare incontri ed eventi, o semplicemente intrattenersi con gli amici.

A stimolare la mente ci pensa il design, con pezzi pregiati ed altri realizzati ad hoc che impreziosiscono la scenografia black & white. Lusso minimal e avvolgente con un twist artistico: cosa chiedere di più?

Leggi anche: The New Work Project, il coworking di lusso tra ufficio e club privato

Designer:  

© Will Ellis

Hermann’s, Berlino

È uno spazio di coworking ma a prima vista ricorda una caffetteria dal gusto un po’ retrò, e non è un caso: siamo infatti di fronte a un progetto che ha il cibo come protagonista.

Inizialmente pensato per l’azienda dolciaria Bahlsen, il posto, situato in un vivace quartiere di Berlino Est, ha subito esteso il proprio raggio, proponendosi come polo per la Food innovation: qui si possono tenere seminari e laboratori, fissare incontri, degustazioni e presentazioni.

Nell'accogliente scenografia, fatta di tocchi vintage, colori pastello e abbondanti innesti verdi, tutto è modulabile e flessibile. I tavoli di quercia si possono spostare e ricomporre agevolmente, in un layout che ha nella versatilità la sua forza.

Designer:

© Adam Luszniak

Palmspace, Londra

Più che coworking, comaking. È questa la nuova frontiera del lavoro collaborativo, agevolata da un contesto fertile e stimolante, che incoraggia a scambiare idee e intuizioni, adattandosi alle esigenze di chi lo abita.

Come Palmspace, il nuovo indirizzo di riferimento per creativi, artisti e designer, situato in un’ex stamperia che conserva il suo sapore industriale. Una tendenza, quella che punta al recupero di vecchi edifici abbandonati per farne spazi di coworking, sempre più diffusa nella capitale britannica.

E riutilizzato sono anche alcuni elementi, come il parquet dei pavimenti, che viene dalle scuole nei dintorni. Un giardino lussureggiante, a disposizione dei membri, completa il quadro, invitando a creare all’aria aperta.

Designer:

Canopy, San Francisco

Stanchi dei soliti uffici, Yves Béhar, Amir Mortazavi e Steve Mohebi cercavano un luogo che avesse la raffinata eleganza di un club esclusivo, unita a servizi premium, come concierge e ristorante d'alto profilo.

In tutta San Francisco, non c’era nulla che rispondesse ai loro desideri, così hanno creato CANOPY, un coworking hub di lusso, in cui il design la fa da padrone. Pezzi classici e contemporanei si mescolano per dare vita a uno spazio sofisticato ed eclettico.

Una nuova sede aprirà a brevissimo, sempre a San Francisco, con un occhio particolare ai bisogni delle donne e madri che lavorano. Non solo, CANOPY ha anche contribuito a formare una rete - The Global Collective – insieme ad altri operatori del ramo come Blender (Manhattan), Fora (Londra), Nomad (Copenhagen), The Bureau (Parigi), e The New Work Project (Brooklyn), per accogliere i professionisti sempre in viaggio, che con una sola membership possono sentirsi a casa in tutto il mondo.

Designer: ,  

© Joe Fletcher

The Great Room, Singapore

Materiali di pregio e qualità artigianale: questa è la ricetta vincente di The Great Room, coworking a Singapore da cui si domina lo skyline. Che c’è di meglio che lavorare avvolti dall'atmosfera intima e intrigante di un luogo in cui nulla è lasciato al caso?

Finiture in ottone, legno in quantità, morbidi tappeti, sedute in pelle e velluto, illuminazione soffusa: questa cornice meravigliosamente accogliente si può trasformare per ospitare un numero variabile di persone e diverse tipologie di eventi, tra cui persino un corso di yoga tutti i martedì sera.

Designer:

 

 

Second Home, Holland Park, Londra

Olistico e green: è il nuovo spazio a marchio Second Home nella capitale britannica, e basta guardarne le immagini per avvertire una sferzata di energia e creatività. Siamo in una location d’eccezione che da sola ha un potere ispirante non comune: negli anni 60 qui aveva infatti il suo studio John Cowan, celebre fotografo di moda, e proprio quello divenne il set per alcune riprese del film di Michelangelo Antonioni Blow Up. A rivitalizzare questa seducente cornice ci hanno pensato gli architetti di SelgasCano, coi loro colori vitaminici e la loro estetica minimal-pop: il risultato è un luogo di lavoro non convenzionale, divertente e raccolto, fatto di superfici curve, volumi plastici, tagli di luce che si aprono sul tetto. Il tocco in più? I 35 alberi che sbucano letteralmente dai pavimenti.

Leggi anche: Ricordate Blow Up di Antonioni? Il set oggi è un ufficio con 35 alberi

secondhome.io/hollandpark

Designer: 

 

 

© Iwan Baan

NeueHouse, Los Angeles

Lavorare su una favolosa terrazza con vista sulle colline di Hollywood? Si può. Basta diventare membri di NeueHause, uno spazio di coworking per professionisti esigenti, capaci di apprezzare le pregevoli trovate stilistiche oltre alle commodities disponibili.

Situato in un edificio modernista, il luogo ne mantiene vive le tracce, attraverso pezzi d’epoca che convivono con aggiunte contemporanee, come i dettagli marmorei che danno un’aria maestosa allo spazio.

A stemperarne l'austerità ci pensano i tappeti marocchini o i morbidi divani in pelle, ma la bellezza un po’ nostalgica degli interni, ideali per ospitare meeting, eventi o proiezioni, ha una rivale agguerrita: la città che si stende ai piedi della terrazza, con le sue mille luci e la natura rigogliosa. Una tentazione irresistibile, resa ancor più invitante dal clima piacevole della California.

L’unico rischio è farsi distrarre dal viavai su Sunset Boulevard...

Designer:

 

© Emily Andrews

Ampla House, Ghent

Un palazzo signorile affacciato su un pittoresco canale: ê in questo scenario da cartolina che si trova Ampla House, coworking space su tre piani in cui l’hospitality segue gli standard di un hotel di lusso, ma l’atmosfera è quella di una casa, intima e accogliente.

Distribuiti intorno a una grande scala classica in marmo, i vari ambienti offrono tutti i servizi e le comodità del caso, inclusi un bistrot, una biblioteca e una fitness room.

La mano della designer Valerie Vanermen si può apprezzare nella sofisticata palette cromatica e nella cura degli arredi realizzati ad hoc, come i tavoli e le sedie in legno, nonché negli accenti vintage che rendono più ricco e suggestivo lo spazio.

Designer:  

© Frederik Vercruysse 

Atrium, Londra

Un architetto e un designer di grido hanno unito le forze per realizzare questo spazio lussuoso e accattivante, a Camden, il terzo del gruppo Interchange, specializzato in top class coworking. Echi futuristici, colori fluo e panorami mozzafiato rendono unico un luogo in grado di accogliere fino a 600 lavoratori. Da notare i pezzi realizzati ad hoc da Dixon, come le lampade e le sedute disseminate ad ogni angolo dei quattro piani disponibili, o ancora l’installazione luminosa che decora l’ampio foyer del complesso. Giardini verticali e terrazze impreziosiscono l’ambiente, che vanta anche un bar e un ristorante al suo interno.

Leggi anche: Tom Dixon arreda un coworking a Londra

Designer: , 


di Elisa Zagaria / 10 Aprile 2018

CORNER

Interior Decoration collection

[Interior Decoration]

Da terminal ad hotel

Il TWA Flight Center di Eero Saarinen da oggi è un albergo

Travel

[Interior Decoration]

Una piadina a Lione

Masquespacio progetta 40 mq coloratissimi dedicati all'Italia

Travel

[Interior Decoration]

Belgrado cosmopolita

La rinascita della città passa per un hotel di design democratico

Travel

[Interior Decoration]

Colombiana a New York

Ispirazione finca per la seconda sede di Devocion a New York

Travel

[Interior Decoration]

Storia delle cementine

Cuore di sabbia e cemento e un'allure tra stile liberty e decò

Costume

[Interior Decoration]

I colori dell’estate in casa

11 colori con cui dipingere le pareti di casa. Subito

Costume

[Interior Decoration]

Cena in terrazza da Prada

A Milano, il nuovo ristorante nella Torre di Rem Koolhaas

Travel

[Interior Decoration]

Marni arriva a Firenze

Un negozio pop dal tocco industriale, dentro a un palazzo antico

Travel

[Interior Decoration]

Destinazione Grecia

Design hotel e resort: le nuove aperture da provare nel 2018

Travel

©2018 mjuzieek.info - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. | Milano, 6, Zero, MILANO – ITALY

| | |