Ristrutturare casa piuttosto che traslocare, il trend che arriva da Londra

Nel Regno Unito la nuova tendenza è valorizzare quello che si possiede già. Ecco 7 esempi da seguire per trasformare la casa

Ristrutturare casa
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Se negli anni ‘80 gli inglesi cambiavano casa quasi con la stessa frequenza con cui cambiavano le scarpe (si fa per dire, una volta ogni dieci anni), oggi la crisi, i prezzi alle stelle e la scarsità di offerte sul mercato hanno ridotto ampiamente questa abitudine. Come rivela un’, nel 2015 il turnover medio delle proprietà immobiliari nel Regno Unito è salito a 21 anni.
Non siamo più così isolati, dunque, nella tendenza a rimanere con i piedi piantati nella dimora di famiglia per quanto più a lungo possibile. Secondo una ricerca del 2016 di Immobiliare.it-Movinga.it, noi italiani traslochiamo in media quattro volte nella vita e, tra l’altro, nel 71.8%% dei casi possediamo l'immobile in cui viviamo (secondo l’Affordable Housing Database).
Il trend inglese - da cui possiamo prendere spunto - dimostra una crescente volontà di trasformazione dei canoni delle tipiche dimore britanniche, dalla casa vittoriana alla 'council house', personalizzandoli in base alle esigenze. L’obiettivo è guadagnare spazio e incrementare il valore del bene immobile.

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È il caso del progetto a cura dello studio londinese Nimtim, che aumenta metratura e luce tramite una pergola in legno e vetro per ospitare una moderna open kitchen con accesso al classico giardino, sul retro dell’abitazione vittoriana. Una trasformazione che consente di sfruttare l’esterno divenuto interno, soprattutto nelle giornate londinesi più uggiose, quando il più flebile raggio di luce è manna dal cielo.

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Lo stesso tipo di intervento, per guadagnare preziosi metri quadrati introducendo una sorta di veranda, è operato da Rise Design Studio nel restyling di un appartamento situato in un mansion block inglese del IX secolo, nel cuore di West Hampstead. In questo caso i muri portanti originari lasciano spazio a una zona living a pianta aperta delimitata da ampie vetrate, in contrasto con i muri di mattoni esterni.
La soluzione studiata da Bureau de Change nella ristrutturazione di una dimora di tipologia simile ottiene, invece, un sapore completamente diverso, di tipo industriale, grazie all’utilizzo del cemento a vista che sormonta il soggiorno. L’apertura sul giardino posteriore avviene quasi senza soluzione di continuità mediante il trattamento uniforme del pavimento in resina bianca che prosegue oltre la vetrata. Zone definite di colore, linee spigolose e geometriche e illuminazione ottenuta attraverso dei tagli di luce longitudinali incassati nel soffitto permettono uno stacco netto di pieni e vuoti, mentre la vista scappa all’esterno.

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Torniamo all’uso del vetro che si sostituisce ai tradizionali “brick” nella ristrutturazione di questa casa nel quartiere di Islington. In tal caso lo studio Lipton Plant Architects ha optato per un ampliamento su più livelli garantendo più spazio e luce non solo alla zona cucina-sala da pranzo al piano terra ma anche all’area living del primo piano. Con meno stanze chiuse e corridoi, la famiglia si appropria di nuovi ambienti luminosi che dialogano tra loro in base a moderne prospettive. Ed evita di cambiare casa.
È molto più fluida nell’intreccio di linee e volumi l’estensione di una tipica casa a schiera ottocentesca ad opera dello studio Scott Architects, divenuta troppo piccola per le esigenze dei proprietari. Siamo nel quartiere di Hackney, area ad Est di Londra dove la gentrificazione avanza a passi da gigante e dove chi ha il privilegio di possedere un immobile tende a tenerselo stretto. La scelta, questa volta, è di creare un nuovo volume in legno di quercia interamente rivestito da un manto vegetale, come una sorta di giardino d’inverno per trovare un contatto con la natura anche in una zona decisamente metropolitana (foto in apertura).

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Essere proprietari a Londra può significare talvolta possedere appena un garage, che può tuttavia trasformarsi da zucca in carrozza con una buona opera di trasformazione, acquistando inestimabile valore. Come nel caso del progetto di De Rosee Sa che ha elevato al livello di dimora di design un’autorimessa nell’Ovest di Londra. Un’opera certosina di superamento dei vincoli urbanistici (che impedivano ad esempio di sopraelevare l’immobile) per ottenere infine un interessante ibrido tra casa e serra, con un seminterrato dove sono ricavate le due camere. Da notare che l’assenza di finestre nei muri laterali ha fatto optare per l'inserimento di due atri opposti in vetro e acciaio e di alcuni tagli che trasportano all'interno l'illuminazione.

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Era un garage anche il progetto Mews 02 dell'architetto Andy Martin, prima di diventare una casa indipendente di quattro piani in stile minimalista. Nel gioco di spazi chiusi, talvolta volutamente angusti, e ampie aree scolpite dalla luce proveniente da vetrate e lucernari, l’abitazione è un esempio di rivalutazione estrema nel cuore della capitale inglese. Un posto da chiamare “casa” per il più lungo tempo possibile.

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