Le porte segrete di Roma aprono al pubblico (per un weekend)

Open House Roma giunge alla settima edizione con un programma di circa 200 siti architettonici aperti al pubblico

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Courtesy photo: Gianluca Fiore

Se avete amato il film La grande bellezza, quello del 12 e del 13 maggio sarà il weekend ideale per voi: torna infatti in capitale Open House Roma, il grande evento che offre a turisti e cittadini l’imperdibile occasione di scoprire gratuitamente gli interni di edifici storici, di architetture contemporanee e di luoghi di eccellenza della città eterna.

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Ad appena una settimana da Open House Milano, il pubblico potrà quindi scoprire i tesori architettonici di Roma.

Il programma di Open House Rome 2018 (alla sua settima edizione) prevede l’apertura di circa 200 siti suddiviso in 5 aree tematiche: “città della conoscenza”, “attraversare la storia”, “architettura del quotidiano”, “abitare factory” e “produzione creativa”.

Molte le novità annunciate, tra cui l’apertura degli scavi archeologici dei Castra Praetoria della Biblioteca Nazionale, di istituzioni nuove come la Royal Netherlands Institute in Rome; un’attenzione al panorama creativo della città con il cantiere di HUB dello studio It’s; ma apriranno anche la galleria d'arte contemporary Cluster dentro Palazzo Cavallerini Lazzaroni, il nuovo studio dell'architetto Massimo Adario, le officine Zero ().

Tema conduttore del programma di Open House Roma 2018 sarà il Fattore Umano. Come ha spiegato il Direttore Davide Paterna, “Open House Roma esiste ed è resa possibile grazie alla partecipazione di centinaia tra progettisti, volontari, militanti culturali che lavorano con noi”, un fattore umano cui si è reso omaggio “attraverso una nuova campagna fotografica pensata per raccontare le architetture e le persone che le animano. L’architettura da sempre disegna i luoghi dove viviamo e interagiamo con gli altri e dove si formano le comunità. Per questo abbiamo voluto evidenziare il valore del fattore umano come elemento centrale che sottende alla progettazione, alla realizzazione, alla cura e all’uso delle architetture selezionate per questa edizione”

Roma è stata la prima città italiana a importare il format Open House (seguita nel 2016 da Milano e nel 2017 da Torino). L’idea nasce a Londra nel 1992 grazie alla fondatrice Victoria Thornton e da allora si è diffusa in oltre 30 città oggi riunite nella rete Open House Worldwide.

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