Cosa c'è dietro l'allestimento di una mostra? Lo racconta Benedetta Tagliabue

L'architetto italiano racconta il suo progetto per Voglia d'Italia, in scena a Roma fino all'8 aprile

Benedetta Tagliabue
Ernesta Caviola

Benedetta Tagliabue è l'autore dell'allestimento della bella mostra Voglia d'Italia, curata dallo storico dell’arte Emanuele Pellegrini, in scena a Roma fino all’8 Aprile.

L'esposizione è ambientata in 2 sedi tra le sale di Palazzo Venezia e le Gallerie Sacconi del Vittoriano e rappresenta uno sguardo inedito del Bel Paese raccontato attraverso la raccolta di opere d’arte dei coniugi George Washington Wurts ed Henrietta Tower, collezionisti americani che, viaggiando per il mondo, dalla Russia al Giappone, dalla Germania agli Stati Uniti hanno saputo riconsegnarci una lettura dell’Italia, poetica e bellissima, intrapresa attraverso un’attenta selezione di opere di artisti stranieri raccolte tra il XIX e il XX secolo.

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Una storia affascinante, esposta attraverso un progetto suggestivo e inatteso disegnato da una delle donne architetto più influenti del nostro tempo, fondatrice dello studio EMBT Barcellona. L’abbiamo incontrata a Roma, in occasione dell’inaugurazione della mostra, per farci raccontare cosa vuol dire tradurre attraverso effimere architetture il sogno di una coppia americana innamorata dell’arte e del nostro paese.

Vittoriano, Gallerie Sacconi. Strutture all’apparenza provvisorie che rimandano agli atelier d’artista e dialoghi con il mondo ottocentesco.
Ernesta Caviola

Con questo progetto ci restituisci la visione di un'Italia di pura bellezza, i coniugi Wurts-Tower, mossi da una legge del desiderio fortissima hanno raccolto 4000 pezzi d'arte durante la loro vita, quanto di te c'è in questo allestimento?

Quest'allestimento ripropone temi molto "nostri", sviluppati nel nostro studio d'architettura durante molti anni. Tutto è strutturato secondo una geometria informale, un pittoresco disordine che ricorda lo spazio dei magazzini, in cui le opere d'arte si possono ammirare un momento prima o dopo l'imballaggio. Credo che questa sensazione di "non finito" aiuti a percepire la bellezza delle cose. Un po’ come quando all'interno dello studio del pittore, dello scultore o dell'architetto le opere appaiono nel loro farsi, appoggiate temporaneamente a tavole o a pareti senza pretese. Assieme a Nazaret Busto, che mi è stata accanto in questo progetto, abbiamo scelto materiali molto semplici, la tela grezza dei quadri ancora da dipingere e il legno tenero e chiaro delle intelaiature, proprio per ricordare l'ambiente dell'atelier. Nell'esposizione c'e un bellissimo quadro che raffigura una collezionista dell'epoca all’interno di un negozio di antiquariato. La donna consulta un catalogo. Lo spazio intorno a lei è pieno di pezzi, sparsi qui e là, ed è proprio in quel disordinato insieme che la collezionista deve “scovare”, l’oggetto prezioso, che fa per lei. Ci piacerebbe che quest'allestimento facesse sentire il visitatore come quella signora. Riprodurre un momento cosi, un momento magico in cui gli oggetti d'arte appaiono nudi, bellissimi, non ordinati e tutti da scoprire in uno spazio quasi da atelier.

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Palazzo Venezia, Loggia delle Benedizioni. Paesaggi mediterranei e materiali preziosi prendono vita attraverso grandi cuscini che invitano al sogno.
Ernesta Caviola

Qual è la materia del progetto?

É stato emozionante avvicinarsi a questa esposizione. In primo luogo per il fascino delle due ambientazioni, il Vittoriano e Palazzo Venezia, luoghi meravigliosi pieni di storia e di storie, e poi per la voglia di raccontare il sentimento di desiderio e fascinazione che é sotteso al tema del collezionismo straniero in Italia, un paese magnifico per cui molti avvertono uno speciale senso di "nostalgia", come per un’età dell'oro della bellezza. Questa nostalgia la sento anch'io, come italiana che da anni vive all’estero. E tornare qui con questa mostra ha significato avvicinarmi a questi stranieri che si sono mossi dai loro luoghi d'origine per venire a vivere qui, in questa bella terra.

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Palazzo Venezia, Sala del mappamondo. Materiali grezzi danno vita la progetto di allestimento: tele di quadri e legno tenero.
Ernesta Caviola

Sei una collezionista o sei entrata in relazione con questo tema attraverso i Wurts-Tower?

Non ho mai amato collezionare, però adoro le cose belle. Amo l’antico, e amo la storia. Vivere immersa in quest'esposizione é stato un lusso.Vorrei ringraziare per questa esperienza Emanuele Pellegrini ed Edith Gabrielli con Sonia Martone e Gabriella Musto.

Palazzo Venezia, Sala delle Fatiche d’Ercole. Qui l’allestimento sembra dialogare con 2 figure chiave del moderno: Edoardo Persico e Lina Bo Bardi.
Ernesta Caviola

L’esposizione è a due passi dal complesso dei Fori Romani, quanto ha influito nel progetto?

Quando sei in un luogo come il Vittoriano o Palazzo Venezia la storia si percepisce fortissima. Non solo quella antica delle rovine romane, ma anche quella di tutti coloro che sono tornati qui affascinati da questo mondo. Non posso fare a meno di pensare alle generazioni che qui si sono ispirate. Sono tornate romane in qualche modo. E anch'io sento questa"vertigine" di essere qui, di sentire questa storia presente dentro di me. Per questo abbiamo disegnato l'allestimento seguendo le linee dei fori romani: un omaggio ma anche un tracciato base che sappia raccontare questa passione. Fra l'altro al Vittoriano l'esposizione si svolge nei piani inferiori, dove le fondamenta si mescolano con le pietre del Foro su cui si poggia, insieme a frammenti di colonne, capitelli, fregi... Abbiamo lasciato tutto a vista, senza nascondere niente.

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Vittoriano Gallerie Sacconi. Il set up ricorda lo spazio dei magazzini dove le opere si possono ammirare un momento prima e dopo l’imballaggio.
Ernesta Caviola

VOGLIA D’ITALIA
Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano
Roma, Palazzo Venezia e Vittoriano, Gallerie Sacconi.
Fino L'8 aprile 2018 ()

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