A Milano un brand nuovo di zecca che è già cool

Giacomo Moor, Marcante-Testa ed Elisa Ossino, 3 firme del design per la prima collezione SEM di Spotti

A Milano un brand nuovo di zecca che è già cool
Omar Sartor

In occasione del Salone del Mobile 2018, in via Maroncelli, nel cuore del Brera Design District, il nuovo marchio SEM, Spotti Edizioni Milano, ha presentato 3 nuove collezioni di mobili di design firmate da testimonial di eccezione. Il giovane brand di arredamento per la casa, disegnato e prodotto in Italia, si caratterizza per il suo approccio artigianale al design, nonostante la sua natura di marchio industriale. In linea con questa filosofia, ha presentato alla Milano Design Week 2018 prodotti firmati da designer con linguaggi creativi diversi ma con un background che li avvicina al mondo del pezzo in edizione limitata.

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Ingrid Taro

Una collezione eclettica, che rispecchia le diverse personalità dei designer, nella quale materiali diversi sono stati lavorati con cura artigianale, studiando i minimi dettagli dei componenti di arredo. Il know-how, proveniente dalla collaborazione con artigiani e laboratori d’eccellenza, ha permesso di sperimentare la varietà di lavorazioni e finiture. Il progetto 2018 di Spotti Edizioni Milano punta a creare un legame tra cultura del progetto, logica dell’industria e artigianalità affinché l'una valorizzi l’altra. Nell'impresa sono riusciti benissimo Giacomo Moor, designer-falegname, Marcante-Testa, studio di architettura dedito soprattutto al progetto di interni e di allestimenti ed Elisa Ossino, designer e maestra nel campo del set design, art direction, styling.

Ingrid Taro

La nuova collezione 2018 SEM è composta sì da complementi d’arredo, ma dai quali traspare un po’ del mondo al quale appartengono i loro creatori. Nelle differenze di stile condividono l’attenzione per i nuovi modi di abitare la casa, un’idea di eleganza sobria e puntuale e l’ambizione di superare la prova del tempo. Tutti i pezzi sono stati allestiti in un set up firmato Ossino, con quinte ondulate che disegnano stanze astratte di una eccentrica casa.

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Ingrid Taro

La prima serie che vi presentiamo è Pivot (foto sopra), di Giacomo Moor, una collezione di mobili in legno e ottone che prende il nome dal meccanismo “pivotante” delle ante di uno scrittoio, una libreria, una consolle angolare e una consolle free standing, un mobile contenitore e un tavolino
.

Ingrid Taro

Un dettaglio minimale, ben studiato, che rende elegante e pulito il sistema. La maestria del designer nella lavorazione del legno gli permette di creare un oggetto di grande presenza, che non fa però sfoggio di forza. Le ante, inserite direttamente sui montati per potersi aprire e chiudere con un movimento di rotazione, consentono di fare a meno delle cerniere e di semplificare l’estetica riducendola all’essenziale.

Ingrid Taro
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Il trait-d’union è la rigorosa struttura in tubolare
di ferro, arricchita da piani e mensole in olmo fossile a cui sono accostati elementi contenitori in laccato. Tra i segni particolari di Pivot, anche la lavorazione artigianale delle ante in ottone acidato, con patine in quattro diversi colori (blu, rame, rosso, verdegris) pensate e realizzate in esclusiva da Fonderia Artistica Battaglia.

Ingrid Taro

Anche una diversa gestualità entra in gioco nel rapporto tra utenti e oggetto, che a differenza delle tradizionale apertura, dovranno scoprire un nuovo e interessante modo di utilizzare questi oggetti contenitori, accompagnando il movimento con una delicata spinta che a poco a poco ne svelerà il contenuto.

Ingrid Taro

Come ci si aspetta da due creativi che arrivano del mondo dell’architettura, dell’interior design e dell’allestimento, lo studio torinese formato da Andrea Marcante e Adelaide Testa, disegna tre oggetti che diventano sistemi di organizzazione spaziale e fondali scenografici per la casa. Sono i pezzi della collezione Futuraforma (foto sopra) : il tavolo componibile Duale, lo chandelier Genio e il tappeto design Magico. Ironica e giocosa, caratteristiche che spesso si ritrovano nei progetto del duo Marcante-Testa, la collezione esprime già nel nome la volontà di giocare con codici e linguaggi diversi tra loro, accostando lavorazioni artigianali a materiali dell’industria.

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Omar Sartor

Un divertissement sofisticato per il quale un classico lampadario diventa un oggetto ibrido, che rilegge il tema dello chandelier in chiave postindustriale - bon ton (foto sopra a sinistra) . I tubolari di rame modulari e i cavi in tessuto sdrammatizzano gli eleganti diffusori sferici in vetro sabbiato dal gusto retrò, realizzati su disegno, mentre gli inserti in passamaneria di colori accesi, forniti da uno storico laboratorio torinese, aggiungono un dettaglio sartoriale. Essendo modulare, con lampade posizionabili a diverse altezze, il sistema di illuminazione diventa un elemento scenografico personalizzabile con il quale è possibile non solo far luce, ma donare una quinta scenografica alla nostra sala da pranzo.

La stessa sottile vena di humour si ritrova nel tappeto grandi dimensioni Magico (foto sopra a sinistra): partendo da un’idea molto classica, il disegno a cornice, il decoro il rilievo “deborda” con un nastro di passamaneria e pon pon.

Il tavolo Duale, fatto due tavoli in uno, gioca invece con il concetto di configurazione spaziale (foto sopra a sinistra e dettaglio a destra). Di grande formato, poggia su una monumentale struttura portante dalla forma irregolare e caratterizzata dall’accostamento di differenti materiali: mogano rosso, acciaio, ferro verniciato e MDF nero con piani in laminato e in marmo. Il tavolo destrutturato si può tenere unito o si può dividere a disegnare una stanza da pranzo versatile, con diverse possibilità di disposizione dei posti a tavoli.

Ingrid Taro

La sensibilità artistica e il segno grafico deciso di Elisa Ossino si concentra sul design delle superfici e sugli accostamenti cromatici con la collezione Check, basata su geometrie di precisione e texture delicate. Su tavolo, credenza e sgabello in legno, è ripetuto un pattern a quadretti e rettangoli dal tracciato sottilissimo (1 millimetro di spessore), stampato in modo da lasciare intravedere la venatura del materiale naturale (foto di copertina e foto sopra). La struttura dei mobili, in tubolare di ferro curvato, è rivestita da una vernice in gomma liquida che la rende più morbida e vivace, che invita ad essere accarezzata. La palette di colori alterna toni caldi e freddi, così il rosso mattone dei pattern contrasta le tonalità grigie del legno, a cui fanno da contrappunto dettagli rosa cipria, azzurri, blu e verdi donando alla collezione una contemporaneità dall’anima nostalgica.


In apertura: LA NUOVA ECLETTICA COLLEZIONE 2018 DI SPOTTI EDIZIONI MILANO PRESENTATA AL FUORISALONE E FIRMATA DA GIACOMO MOOR, MARCANTE-TESTA, ED ELISA OSSINO

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